POLITICA

EDITORIALE. CRISI MUTA O UN’ALLUCINAZIONE POLITICA? SI COMUNICHI DI PIÙ E MEGLIO IN QUESTA INSALATA DI NOTIZIE

Con le opposizioni che escono fuori tema e si “beccano” in maniera insensata, cerco quantomeno di spiegarmi, nel frattempo, quanto accade in maggioranza. Penso e ci ripenso, ma una ragione non riesco a darmela. Dopo le pesanti dichiarazioni del consigliere di maggioranza Gianluca di Agresti, in quota “Capua Bene Comune”, mi sarei aspettato che la potente macchina della comunicazione istituzionale del Comune (non ridete) avrebbe reso pubblica – come sarebbe stato lecito aspettarsi – qualche dichiarazione del sindaco. Del resto, dopo un cazzotto mediatico sferrato dal giovane consigliere, qualcuno avrebbe auspicato una reazione, soprattutto tra noi giornalisti che per vocazione siamo un po’ curiosi. E, invece, mossa a sorpresa. In merito alla crisi politica in atto, ammesso che ci sia qualcosa che bolle in pentola, non perviene alcuna dichiarazione. Sindaco, assessori e consiglieri, tutti muti. No, scusatemi. Il primo cittadino, dopo due dirette video saltate, comunica che nel frattempo saranno effettuati dall’Asl interventi di disinfestazione. Resto ovviamente basito. E quindi? Non penso che il Di Agresti abbia avuto le traveggole e, a quanto emerge da taluni commenti, pare che neppure Capua Tre Luglio sia gradendo l’operato di questa amministrazione. Tutti auspicano un cambio di passo, anche perché dopo le dimissioni, poi ritirate, del sindaco, nulla sembra essere cambiato. Ci stiamo avvicinando ad un nuovo rimpasto? Pare inevitabile, anche perché le strade sono ancora piene di buche, la raccolta differenziata prosegue a singhiozzo e lo sfalcio viene realizzato a macchia di leopardo. La minoranza, ovvero le due minoranze, potrebbero approfittare dell’empasse che si è generata tra i banchi della maggioranza, ma – a suon di comunicati stampa – le forze politiche preferiscono lanciarsi futili frecciate, d’altronde poco consone rispetto a quella che dovrebbe essere la natura “mission” di un’opposizione. In questa baraonda emozionale, in questo teatrino di accuse incrociate, non sembra delinearsi all’orizzonte una soluzione programmatica, nel silenzio di quanti – tra maggioranza e minoranza – dovrebbero assumere invece una posizione chiara. C’è o non c’è la voglia di andare avanti? Lo spiegassero i consiglieri. Altrimenti, piuttosto che fare tante mosse, tacciano per sempre e facciano lavorare l’Esecutivo in grazia di Dio.

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