NAZIONALI, POLITICA ESTERA

AFGHANISTAN, UN RITORNO NEL PASSATO, TRA DIRITTI VIOLATI E UNA PACE SEMPRE PIÙ PRECARIA

Non c’è pace in Afghanistan, dove alle poco credibili rassicurazioni dei talebani si alternano le flebili proteste delle donne, che rivendicano la tutela dei diritti conquistati negli ultimi anni.
“L’Emirato islamico non vuole che le donne siano vittime. Dovrebbero essere nella struttura del governo in base alla sharia”. Lo ha sottolineato Enamullah Samangani, rappresentante della “commissione cultura” dei talebani, in una dichiarazione riportata dalla tv satellitare al-Jazeera e dalla turca Trt. “La struttura del governo non è del tutto chiara, ma – ha poi aggiunto – dovrebbe esserci una guida completamente islamica e tutte le parti dovrebbero partecipare”. Ci crede poco la comunità internazionale, soprattutto le donne afghane che – sebbene in piccolo numero – hanno protestato per la tutela del diritto al lavoro, all’istruzione e alla partecipazione politica. Le manifestanti, circa una decina, si sono incontrate nell’area urbana di Wazir Akbar Khan, per chiedere una partecipazione attiva al futuro dell’Afghanistan.

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