CULTURA

EVASIONE CULTURALE A CHILOMETRO ZERO E AD EURO UNO

Viviamo nella storia, nell’arte e nella bellezza: tutto è a portata di mano. Bisogna soltanto riscoprirlo perché tutto è già intorno a noi e fruibile a costo pressoché zero; il costo di un caffè

Capua, la Chiesa di Santa Maria delle Dame Monache.

Nella nostra città di Capua ci sono diversi siti monumentali visitabili con difficoltà. Ne elenco soltanto alcuni: il castello di Carlo V, all’interno dello Stabilimento Pirotecnico, la cisterna Tortelli e le Chiese di Montevergine e di Santa Maria delle Dame Monache.

Sono riuscito a visitare il Castello di Carlo V qualche decennio fa, quando in un numero limitatissimo di occasioni, ne fu consentito l’accesso, in concomitanza di manifestazioni pubbliche. Analogamente ho visitato la cisterna Tortelli, quando grazie all’iniziativa del sempre dinamico e vulcanico Franco Fierro, sono state organizzate delle visite guidate all’imponente invaso idrico, mercé il fattivo contributo delle associazioni di volontariato alle quali va sempre il nostro incondizionato plauso. Un paio di volte ho visitato la Chiesa di Montevergine aperta al pubblico soltanto in poche occasioni.

La Chiesa di Santa Maria delle Dame Monache è, invece, tra i siti raramente aperti al pubblico. Ricordo di averla vista sempre sbarrata. Eppure tutti noi capuani ci passiamo spesso davanti anche più di una volta al giorno, allorché percorriamo la via Gran Maestrato di San Lazzaro e la via Gran Priorato di Malta. Su Maps è riportato lo sconsolato commento di un internauta che così si è espresso in un tentativo andato a vuoto per accedervi: “Peccato che non ho potuto visitarla all’interno perché era chiusa”. Ecco il sentimento di frustrazione che provano quanti hanno tentato di organizzarvi una visita. Nei pressi della Chiesa ha sede la facoltà di Economia del Dipartimento di Economia della Seconda Università degli Studi; trattasi, pertanto, di un luogo ove affluiscono numerosi studenti e docenti, provenienti dall’intera provincia casertana, per lo svolgimento delle correlate attività didattiche. In quel luogo affluiscono, anch’essi numerosi, i genitori e gli amici dei laureandi in occasione delle sedute di laurea.

Sicuramente tra i tanti che, per qualche motivo, frequentano l’ateneo, ci sono anche delle persone interessate ad una visita, sia pure rapida, a quella chiesa, così tanto attraente per il suo mirabile portale. Naturalmente, oltre che i forestieri, anche i capuani più curiosi sono interessati ad accedervi.  

Il cartello di segnalazione turistica ci fornisce delle preziose informazioni: “di fondazione longobarda, situata fuori dalle mura è dotata di un castrum, fu –nell’età sveva- inglobata nella cinta muraria. L’attuale Chiesa consacrata nel 1726, è a croce latina con profondo presbiterio. L’insieme è arricchito dal rivestimento a stucco, opera di maestranze napoletane”.

Più un luogo è inaccessibile e tanto maggiore è la voglia di visitarlo. Ebbene per la Chiesa di Santa Maria delle Dame Monache ho provato sempre questo sentimento. Mi ero, dunque, proposto l’obiettivo di accedervi alla prima favorevole occasione. 

Una decina di anni fa (o anche oltre), in occasione della giornata dei monumenti aperti al pubblico, riuscii finalmente a farvi una visita: la mia prima ed unica visita, in quanto, successivamente, per quanto mi risulta, non fu più aperta al pubblico. Rammento che, oltre i volontari di un’associazione di volontari della protezione civile, erano presenti anche degli studenti della facoltà di architettura che davano utili informazioni e ragguagli sulle caratteristiche architettoniche della chiesa. 

Oltre la storia del sito, ci fu illustrato anche il suo interno, a navata unica, con cappelle laterali. La chiesa fu definita dall’illustre storico Granata “la più bella (chiesa) di Capua. L’attiguo monastero accolse, tre le sue religiose, donne appartenenti alla nobiltà locale, come quelle delle famiglie Strozzi, D’Aquino e Marzano d’Aragona.

A seguito dell’occupazione napoleonica il monastero e la chiesa furono soppressi ed adibiti successivamente a deposito di armamenti e finanche come stalla, con dispersione di molte opere ed arredi sacri. La chiesa fu restituita al culto nel 1839, previa ristrutturazione e dopo essere stata arricchita di preziosi altari, bellissimi quadri -opere di noti artisti napoletani- e relativi arredi.

Ci venne, altresì, chiarito che la chiesa, nel dopoguerra, verso gli anni cinquanta del decorso secolo, fu definitivamente chiusa al pubblico per le ravvisate precarie condizioni statiche, nonché per l’esecuzione dei connessi lavori di consolidamento

La navata della Chiesa di Santa Maria delle Dame Monache è veramente magnifica e si lascia ammirare per la sua imponenza e maestosità; lascia, invece, sgomenti il vuoto che si coglie appena si accede in essa. La chiesa, infatti, è completamente e desolatamente imbiancata e non contiene alcunché. Se ricordo bene risultavano mancanti (asportati? Chissa?), oltre gli arredi sacri, pure la pavimentazione, gli altari ed i marmi che l’adornavano. Insomma la Chiesa di Santa Maria delle Dame Monache è attualmente soltanto un bellissimo contenitore, mancante in tutto e per tutto del suo antico e prezioso contenuto. 

Speriamo che, in un prossimo futuro, anche per la contiguità con la frequentatissima facoltà di economia, la Chiesa delle Dame monache, verificate le condizioni di stabilità, sia finalmente aperta al pubblico (o almeno in predeterminate occasioni), seppure nelle sole ore antimeridiane, perché sarebbe veramente pregiudizievole per la collettività sottrarla sine die, cioè a tempo indeterminato, alla visione di quanti siano interessati a renderle visita.   

E’ occorsa una vita per visitarla. Io sono stato tra i pochi fortunati e non vorrei rimanere tale per il futuro. Mi auguro che anche lo sfortunato visitatore che ha lasciato il suo negativo post su Maps abbia la possibilità di soddisfare il suo inappagato desiderio e, finalmente, di ricredersi sull’accessibilità dei monumenti capuani.

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One Comment

  1. francesco giglio

    In questa chiesa mi dicevano i miei antenati che si trovavano i corpi balzamati di san Claudio e San Gennarina due giovani molto devoti alla chiesa del cristianesimo ma il padre non credente sgozzo i propri figli, oggi si trovano nel Duomo di Capua.

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