CRONACA

PUGILE UCCISO A CASERTA, CARABINIERI IDENTIFICANO UN SOSPETTO.

MOVIDA SELVAGGIA E RISSE SEMPRE PIÙ FREQUENTI, NECESSARIO INTERVENTO DEL GOVERNO

La drammatica morte di Gennaro Leone, 18 anni, di San Marco Evangelista, accoltellato – intorno alla mezzanotte di ieri – da un coetaneo nel centro di Caserta nel corso di una rissa furibonda tra ragazzi, è solo l’ultimo episodio di una lunga escalation di scontri fisici tra giovani. Mentre i carabinieri cercano di chiudere il cerchio intorno alla tragica vicenda, costata la vita al giovane pugile, avendo già identificato un coetaneo su cui grava un concreto sospetto di responsabilità, la comunità casertana auspica adesso maggiori controlli. Ma non è solo la cittadinanza del capoluogo di Provincia a rivendicare una maggiore sorveglianza delle aree della movida, in quanto sono diversi i Comuni interessati da episodi di violenza che vedono protagonisti i giovani. Risse sono state segnalate a Mondragone, Baia Domizia, Capua, dove le comuni “scazzottate” hanno ceduto il passo ad iniziative di aggressione ben più gravi, perpetrate con l’uso dei coltelli. Senza entrare nel merito del potenziale disturbo psicologico di alcuni giovani dall’indole già violenta, forse appesantito dai lunghi periodi di permanenza domestica a cui gli stessi sono stati costretti a causa della pandemia, è evidente che l’ultima rissa casertana pone in impellente evidenza la necessità di un intervento governativo, che inasprisca le sanzioni e soprattutto prevenga fenomenologie di reato sempre più frequenti nei locali della movida. Se c’è già la possibilità di adottare un provvedimento di DASPO per i tifosi più facinorosi, a cui è impedito l’accesso allo stadio, potrebbero essere adottate analoghe misure precauzionali per le clientele più violente dei locali notturni. Altro deterrente per i gestori potrebbe essere l’utilizzo dei tornelli, muniti di sensori che rilevino la presenza di materiali metallici, come coltelli e pistole. Purtroppo, contro l’inciviltà di pochi individui e per la tutela degli avventori e dei clienti dei luoghi della movida, le parole non bastano più. Servono interventi concreti, anche attraverso il rigore della legge.

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