CRONACA

Ragazzi ubriachi soccorsi dal 118, effetti distorti della movida

È ancora l’alcool a farla da padrone fra i minorenni di età compresa dai 12 ai 17 anni. In Italia come in tante città della penisola è ormai è una piaga che non si riesce a risolvere. Il costo basso ed il facile reperimento di birra, vino ed altri superalcolici spingono i giovanissimi ad abusarne, fino a perdere i freni inibitori.

È successo ad Aversa, quando alcuni ragazzini, nella zona dei baretti compresi tra Parco Pozzi e Via Seggio, nel centro storico, si sono sentiti male fino allo svenimento.

Immediato l’intervento del 118 che ha subito soccorso i ragazzi, evitando che andassero in coma etilico.

Eppure la Legge parla chiaro è un reato somministrare bevande alcoliche a minori di 16 anni: chi infrange tale divieto può essere punito con l’arresto fino a 1 anno (art. 689 del Codice Penale). 

Invece, la vendita di alcolici a minori di 16 anni può comportare sospensione della licenza commerciale.

Diversamente, è considerato solo un illecito di natura amministrativa la somministrazione di bevande alcoliche a minorenni di età compresa tra 16 e 18 anni: tale infrazione è punita con sanzione pecuniaria che oscilla tra i 250 ed i 1000 euro (come era già previsto nell’art. 14-ter della legge 30 marzo 2001 nr. 125). Se il commerciante risulta recidivo, la seconda sanzione consta di una sospensione di 3 mesi della licenza commerciale e di una sanzione tra i 500 ed i 2000 euro.

Di conseguenza, per il titolare di un esercizio commerciale vige un obbligo di chiedere un documento d’identità ai ragazzi che vogliano acquistare o consumare alcolici, per accertare l’età del cliente. Non c’è giustificazione per il commerciante nel concetto che il cliente dimostra più dell’età che ha.

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