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Operatrice sanitaria aggredita in carcere, la Cisl chiede sicurezza all’Istituto Penitenziario di Santa Maria C.V

Della Rocca e Cristiani: “Gli operatori sono stressati, non ce la fanno più e dopo l’ultima aggressione alle cronache chiederanno una rotazione del personale con richiesta di trasferimento in caso di mancato intervento da parte delle amministrazioni preposte. 

I sanitari sono abbandonati, ospiti nelle strutture carcerarie in cui lavorano e spesso sono costretti ad operare in situazioni di disagio e senza alcuna protezione”.

La Cisl Fp e la Ust Cisl Caserta nelle persone dei suoi Segretari provincialiFranco Della Rocca Nicola Cristiani, unitamente con i segretari territoriali, scrivono al Prefetto di Caserta, al Direttore Generale ASL Caserta, al Provveditorato Campania dell’Amministrazione Penitenziaria, al Direttore Sanitario dell’ASL Caserta e al Direttore UOC Tutela Salute in Carcere ASL Caserta e fanno richiesta di convocazione di un Tavola per la sicurezza degli Operatori.

Le scriventi OO.SS. CISL FP e  UST CISL di Caserta, denunciano l’ennesimo episodio di grave aggressione commesso ai danni di una operatrice sanitaria Infermiera intenta a svolgere il proprio lavoro all’interno della Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

L’aggressione è avvenuta ad opera di un detenuto ospite della Casa Circondariale, proprio quando questo Istituto sta attraversando particolari momenti di difficoltà e di rilevanza mediatica a causa dei ben noti fatti di cronaca giudiziaria di questi mesi.

Dobbiamo dire che questa aggressione, purtroppo, non ci ha sorpresi minimamente, siamo impegnati da mesi a denunciare le difficili condizioni in cui operano i sanitari che si occupano di salute all’interno delle Carceri in provincia di Caserta.

Appena venerdì scorso abbiamo avuto l’ennesimo incontro con il Direttore Sanitario della ASL di Caserta e il Direttore della UOC Tutela Salute in Carcere, nel quale abbiamo ribadito che il personale sanitario, sia del Comparto che della Dirigenza, è insufficiente.

Le strutture in cui operano i sanitari non garantiscono la sicurezza e il normale operato dei professionisti. I locali di stazionamento sono inidonei e il clima organizzativo è pessimo. Tutte condizioni, queste ultime, che favoriscono la nascita di tensioni e malumori tra il personale sanitario e i detenuti.

A causa di queste inefficienze, i detenuti si vedono negare azioni di assistenza, cura, riabilitazione e rieducazione. Mentre, i pochi operatori sanitari presenti, sono costretti a farsi carico di molteplici esigenze e richieste sia di tipo sanitario che sociale, il più delle volte soddisfatte con grossa difficolta e a rischio della propria incolumità.

Solo un clima organizzativo idoneo, un gruppo multidisciplinare di professionisti e un’adeguata presenza di operatori sanitari può determinare un vero mutamento all’interno delle carceri.

E giunto il momento di attivare un tavolo Istituzionale di confronto per la tutela e la sicurezza degli operatori sanitari. Ci appelliamo alla sensibilità ed alla spiccata operatività del Sig. Prefetto, per chiedere la convocazione del predetto tavolo istituzionale, allo scopo di riportare al centro delle nostre azioni e attenzioni, la sicurezza degli operatori e la tutela della salute dei detenuti e l’auspicata riabilitazione sociale degli stessi”.

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