AMBIENTE, COMUNICATI STAMPA

Inquinamento ed ambiente in Terra di Lavoro, la nota di “Le Piazze del Sapere”

“Ho avuto modo di leggere il rapporto sull’inquinamento e sostenibilità ambientale di Terra di Lavoro – ha scritto Pasquale Iorio, referente del sodalizio – realizzato grazie ad un progetto finanziato dal Rotary Club. In modo scientifico vengono studiati ed esaminati lo stato di salute ed indicate le prospettive di salvaguardia ambientale per i due fiumi Volturno e Garigliano. Sono notevoli i saggi contenuti nel rapporto: a partire da quella di Stefania Papa che compie una dettagliata analisi delle acque dei due fiumi, del loro livello di criticità. Non meno interessante è il lavoro di Maria Carmela Caiola sulla tutela del paesaggio e pianificazione urbanistica del Fiume Volturno, che si collega alla ricerca di Andrea Mongillo sull’ impatto dell’agricoltura lungo il fiume Volturno. Su questi punti si sofferma GFranco Tozza , il quale richiama l’importanza del progetto per un Contratto di fiume Volturno, a cui hanno già aderito diversi comuni, enti ed associazioni. Ora manca solo un atto concreto da parte del comune Capofila, quello di Capua, per l’insediamento del Comitato promotore a cui spetta il compito di mettere a punto la progettualità e le proposte tecniche da sottoporre alla Giunta Regionale, ente finanziatore del progetto. Sul versante del fiume Gariglianio si è soffermato Raffaele Puot con riflessioni sulla piana del Garigliano, in particolare sulle implicazioni produttive, che si riconnettono alle ricerche di Pieluigi De Felice sulle fonti geostoriche del dissesto idrogeologico dello stesso fiume Garigliano nella terra Sancti Benedicti, con particolare riferimento all’area di Roccad’Evandro. Infine, Raffaella Nappi indica delle idee e progetti di rigenerazione nella piana tra i due fiumi sul litorale domizio. A lei fa da eco lo scritto di Mario Luise (già sindaco di Castel Volturno) sul fiume narrante, sulla storia, sulle abitudini e gli usi popolari alla foce del più importante fiume del Mezzogiorno, che viene anche simboleggiato con la statua del dio Volturno, ritrovata ed esposta nel cortile d’ingresso del Museo campano di Capua. Una ricca bibliografia e fonti per la ricerca completano il rapporto, che è uno strumento utile per chi vuole conoscere ed anche costruire progetti per il futuro della piana della antica Campania Felix. Ma questo lavoro non basta a comprendere fino in fondo i disastri di carattere idrogeologico ed ambientale che sono stati prodotti negli ultimi anni e che hanno gravemente danneggiato ed inquinato lunghi tratti del mare e della costa domiziana. Bisognerebbe completare la ricerca ed andare fino in fondo mettendo sotto esame anche altri corsi d’acqua minori che sfociano nel Tirreno: in particolare i Regi Lagni, il canale dell’Agnena ed il Savone nei pressi di Mondragone. Ad occhio nudo si vedono i danni e gli effetti devastanti prodotti: essi sono ormai ridotti a delle vere e proprie cloache a cielo aperto, in alcuni tratti anche maleodoranti. Infatti in questi canali vengono scaricati i veleni che derivano dagli scarichi fognari di tanti comuni. Basta pensare che su 104 comuni della provincia di Caserta solo pochi sono in regola con gli impianti di depurazione. A monte ci sono gli scarichi industriali delle concerie di Solofra, che finiscono nei Regi Lagni, insieme con tanti altri rifiuti e tossici delle varie industriali dell’area metropolitana. A tutto questo si aggiungono i veleni sversati dalle aziende agricole ed allevamenti bufalini, con diserbanti e pesticidi di ogni tipo”.​Sarebbe utile completare l’indagine con un progetto che mettesse a fuoco anche questi percorsi, che sia pure considerati minori, sono ancora più devastanti sia sull’ambiente che sul paesaggio e sulla balneabilità del nostro mare.

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