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UN RALLENTAMENTO STRADALE SVELA UNA STAZIONE FANTASMA ED UNA LINEA FERROVIARIA DISMESSA (SPARANISE/GAETA), CHE OGGIGIORNO SAREBBE DI VITALE IMPORTANZA

Capua – Questo articolo è la risultante di una esperienza personale; nel tardo pomeriggio di una domenica del decorso mese di giugno percorreva in auto la Strada Statale 7 –Appia-. Proveniva da Gaeta, dopo una giornata al mare, e procedeva in direzione del capoluogo casertano. Quanti si recano a Gaeta, nel periodo estivo, sanno che debbono mettere in conto un defatigante viaggio a causa delle ricorrenti congestioni stradali, per l’intenso afflusso di bagnanti diretti agli stabilimenti balneari del litorale domitio e di quelli posti a nord del fiume Garigliano. Nelle ore serali, soprattutto nei fine settimana, enormi flussi di traffico, provenienti sia dal litorale di Latina, cioè da Minturno, Scauri, Formia e Gaeta, che da quello Domitiano, cioè da Mondragone e da Baia Domizia, confluiscono entrambi sull’unica arteria disponibile per il rientro nelle località di provenienza, ovvero sulla SS. 7 Appia. Nella rammentata domenica, come di consueto, appena lasciate le località rivierasche, la circolazione stradale era già fortemente rallentata per gli innumerevoli veicoli in transito. Dopo breve tempo si procedeva quasi a passo d’uomo, finanche con l’arresto della marcia dei veicoli per lunghi minuti. I notiziari radio preavvisavano di qualche sinistro stradale verificatosi a diversi chilometri di distanza, se non addirittura in prossimità del casello autostradale di Capua dell’A/1. Dopo qualche ora di marcia, inframezzata da lunghe fermate, era costretto ad arrestare di nuovo la lenta andatura. Naturalmente, in attesa che la circolazione stradale riprendesse, indugiava con lo sguardo sulla circostante verdeggiante campagna. Fu proprio durante quel breve arresto della marcia che si avvide, sulla sua sinistra, nell’incombente oscurità, a circa un centinaio di metri di distanza, di un fabbricato, complessivamente in buone condizioni strutturali, benché avesse, però, le finestre e gli ingressi sbarrati. Tutto poteva sembrare normale, se si fosse trattato semplicemente di un edificio abbandonato;
ciò che, invece, appariva fuori luogo e singolare era la scritta che campeggiava sul fabbricato “Sessa
Superiore” e l’assenza di binari dipartenti da esso. Dalla scritta si deduceva che trattavasi di una stazione ferroviaria mai notata in precedenza. Forse, per quel luogo, in passato, era transitato ad una velocità più elevata e l’attenzione posta nella guida lo aveva distolto dal panorama circostante. Anche le tante persone interpellate al riguardo, che ugualmente sono solite transitare per quella località, hanno manifestato la loro meraviglia per quella improbabile stazione ferroviaria. Oggigiorno è possibile acquisire, in tempi rapidi, notizie di qualsivoglia natura sugli argomenti più disparati e sulla stazione ferroviaria di “Sessa Superiore” ha potuto apprendere che essa era una delle stazioni di transito della linea ferroviaria “Sparanise/Gaeta”, attivata nel 1892. All’inaugurazione, la stazione in questione era denominata “Sessa Aurunca”, per assumere poi il nome di “Sessa Superiore”, per distinguerla dalla stazione di “Sessa Aurunca/Roccamonfina” della linea ferroviaria direttissima “Napoli/Roma”, via Formia, completata nel 1927 Per una serie di valutazioni riconducibili ad una miope politica economica la linea ferroviaria “Sparanise /Gaeta” venne disattivata nell’anno 1957, con la soppressione della stazione in argomento, oggi triste simulacro del trasporto ferroviario del tempo che fu. Verosimilmente la decisione di sopprimerla dipese dalla circostanza che il trasporto su gomma, verso la fine degli anni cinquanta, appariva più veloce ed economico. A ben vedere, già dalla fine degli anni ottanta e novanta del decorso secolo, quella scelta poteva essere considerata scellerata, considerato che da tempo, nel periodo estivo, soprattutto nei fine settimana ed in talune fasce orarie, i tempi di percorrenza da Caserta (e paesi limitrofi) per il litorale domitio e pontino non scendono mai sotto le due ore, che diventano, talvolta, pure tre, ed oltre, per raggiungere Formia e Gaeta. Un intralcio della circolazione stradale ci ha consentito di scorgere, sia pure en passant, la dimenticata e dismessa stazione ferroviaria di “Sessa Superiore” e ci ha fornito lo spunto per fare una riflessione: perché non riattivarla, come linea ferroviaria storica -per il suo anno di costruzione retrodatante al 1892- come avviene in altre parti d’Italia? E non solo per quella valida ragione, considerato che, nel periodo estivo, alleggerirebbe, e non di poco, il traffico stradale della SS.7 Appia, poiché sarebbe prevedibile che diverse decine migliaia di bagnanti casertani, e non solo di quelli, opterebbero per la suddetta linea ferroviaria, ove riattivata, per raggiungere l’ambito litorale di Formia e di Gaeta (nelle foto di testa, alcuni scorci della stazione ferroviaria dismessa).

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