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LA DOMENICA, GIORNO DEL SIGNORE…di Don Franco Galeone

4 gennaio 2026 ✶ II Domenica dopo Natale

Gesù non appartiene a nessuno, perciò è di tutti!

La domenica “di Gesù, volto visibile di Dio invisibile”. “In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio, il Verbo era Dio”. Il prologo di Giovanni costituisce un’opera a sé; anzitutto è un bellissimo poema composto da 18 versetti, molto concisi; ogni parola conclusiva di un verso viene ripresa nel versetto seguente; Giovanni in 18 versetti ha messo insieme la storia del mondo: ogni parola riassume centinaia di pagine dell’Antico Testamento e decine del Nuovo! Una notizia travolgente! Sono tre frasi che danno i brividi anche all’ateo incallito. L’evangelista Giovanni, con queste frasi, va a sedersi accanto a Platone e a Hegel, presenta una nuova e originale weltanschauung, ma per i credenti c’è molto di più. Questo inno poetico, questo condensato di filosofia mistica, è anche un messaggio, contiene una buona novella, la notizia più gioiosa di tutti i tempi: il nostro esilio, la nostra condanna, la nostra solitudine, è tutto finito! Gli uomini sono redenti, se lo vogliono; possono entrare in paradiso, se lo vogliono; Gesù viene a salvarci, se lo vogliamo. Quale annuncio più travolgente di questo?

I suoi non l’hanno accolto! Facciamo una pausa di riflessione in questa domenica collocata tra due eventi grandiosi: la nascita di Gesù e la venuta dei Magi dall’Oriente. La riflessione ci viene offerta dal prologo del Vangelo di Giovanni, soprattutto da quelle parole: “Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto”. Dopo il Natale annunciato, subito la possibilità del Natale rifiutato. Non accogliere Gesù è una pericolosa possibilità, che riguarda tutti, gli ebrei di ieri e i cristiani di oggi! Certo, numerosi Paesi non hanno riconosciuto e accettato Gesù; ma se consideriamo i Paesi cristiani, vediamo che le cose non sono migliori. E anche nella Chiesa, è facilmente visibile la presenza di Dio? Dobbiamo riflettere in questa domenica, per cercare di essere “i suoi” che lo accolgono!

Natale continua nel silenzio operoso di Nazaret Il Natale è passato! Sembra che non resti più nulla di quei giorni felici. Ma non si deve essere pessimisti; certi giorni non passano inutilmente; resta nell’uomo una nostalgia di bene, sulla quale fondare altri passi e altri momenti. Il Natale, quello vero, ha aperto ancora una volta la certezza della presenza storica di Dio, della solitudine vinta per sempre, della forza che ci viene sempre rifornita dall’Emanuele. Il Natale continua nel mistero di Nazaret, che ci entusiasma e ci sconvolge: Dio nascosto nel silenzioso quotidiano, uomo tra gli uomini, assorbito nel lavoro e nelle preoccupazioni, come ogni uomo in ogni famiglia. Dopo la festa del Natale, la serietà della vita! Il tempo dopo Natale è utile per riscoprire il valore del nostro lavoro, spesso sterile e monotono; un invito a decifrare la realtà dura e dolente di tanti insuccessi e malintesi. Allora la nostra esperienza quotidiana acquista un altro respiro, non è più un susseguirsi di cose e di persone, un ripetersi di situazioni quasi mai gratificanti, ma diventa un mistero nascosto, una grandezza celata sotto espressioni sbiadite e meschine. Gesù che vive oscuro in un oscuro paese con un oscuro lavoro ci svela una realtà luminosa: il nostro vivere e lottare, il nostro successo o fallimento diventano prezioso materiale di costruzione. L’ordinario diventa straordinario, la povertà ricchezza, l’umiltà grandezza. Nulla più nell’uomo è banale! Tutto è stato riscattato da quell’Uomo che è anche Dio. Il Natale perenne è questo silenzio operoso e profondo. BUONA VITA!

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