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CAPUA: UN SINGOLARE CIPPO STRADALE INDICA UN LUOGO DI CUI NESSUNO CONOSCE L’ESISTENZA

CAPUA – Oggigiorno si procede troppo speditamente, per cui si corre il rischio di non notare delle significative particolarità stradali, benché collocate in punti nevralgici della propria città. Il viaggiare sempre in auto ci ha resi talmente distratti da rilevare l’esistenza di un segnale stradale soltanto in maniera accidentale.
Alcuni giorni addietro un automobilista, costretto a fermarsi per una urgente riparazione meccanica,
accostava la propria auto nei pressi del margine destro della carreggiata, proprio all’altezza di un cippo
stradale, mai notato in precedenza, recante una scritta di difficile decifrazione: “H.Z.M. Metri 250”.

IL CIPPO IN UNO SCATTO RAVVICINATO

Non averlo mai scorto in passato, poteva anche essere compreso, se il manufatto si fosse trovato lungo
un’arteria stradale extraurbana ed in aperta campagna. Invece, al contrario, il cippo in questione si trova ai margini dell’incrocio stradale più trafficato di Capua (incrocio tra la SS7 APPIA -Capua/S. Maria C.V.- e la SS7 BIS, adducente a San Tammaro e ad Aversa). L’incrocio è comunemente conosciuto come “Quadrivio Caputo”, per l’esistenza in loco, oltre mezzo secolo fa, di un mulino/pastificio di proprietà dell’omonima famiglia (il luogo, nella foto di testa). Il cippo stradale si trova, quindi, nel punto più trafficato di Capua, non solo veicolare, ma anche pedonale, poiché la zona è fortemente urbanizzata, anche per la presenza in loco di alcuni supermercati e di numerosi esercizi commerciali. Tutte le persone interpellate, soprattutto quelle che colà domiciliano da anni, a non più di qualche decina di metri, si sono dichiarate meravigliate di esso ed, in maniera particolare, dell’enigmatico contenuto del segnale stradale. Queste sono le conseguenze della turbolenta società moderna: tutti a correre, senza accorgersi del mondo che ci circonda, compreso quello più familiare. Chi scrive vuole azzardare una ipotesi: la lettera “H”, puntata, che appare nella scritta non è molto ricorrente nel vocabolario italiano, come inizio di parola, per cui è immaginabile che quel vetusto segnale stradale – perché tale si configura per il suo stato di usura- possa essere stato collocato dalle truppe alleate (la lettera h, ad inizio di parola, è, infatti, più ricorrente nella lingua inglese) nel corso del secondo conflitto mondiale, allorché, per lungo tempo, hanno presidiato l’Italia meridionale. Quella proposta è soltanto una ipotesi, per cui sarebbe gradito il contributo di qualche lettore circa il reale significato di quel segnale stradale, tuttora esistente e pure ben visibile, ma di fatto ignorato nell’indifferenza generale. Definiamolo, quindi, un segnale stradale della memoria, di quella dimenticata, però.

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