CRONACA

CAPUA. POLIZIOTTO SALVA STRANIERO, FACENDO SCUDO CON IL PROPRIO CORPO

L’agente ha evito l’investimento dell’immigrato, in stato di alterazione

Capua. Libero dal servizio, in uno slancio di coraggio ed altruismo, poliziotto capuano salva la vita ad uno straniero, in evidente stato di alterazione psicofisica. È successo qualche giorno fa nel centro storico della Regina del Volturno, dove un agente del Commissariato di Monfalcone, Francesco Zarrillo, 22 anni, originario del posto, è riuscito a sottrarre da morte certa un extracomunitario, facendo da scudo ad uno straniero lanciatosi improvvisamente sotto un’autovettura. Il fatto è accaduto sul Ponte Romano, a ridosso delle Torri di Federico. L’agente, che dal Friuli Venezia Giulia era tornato per godersi un breve periodo di ferie, stava recandosi da un barbiere, approfittando delle temperature miti di un autunno particolarmente clemente. Nell’attraversare l’infrastruttura fluviale, il poliziotto si è imbattuto in un uomo di circa trent’anni, che giaceva sul basolato in condizioni di disagio psicofisico, forse legato all’uso di sostanze alcoliche e stupefacenti. Resosi immediatamente conto della situazione, il giovane agente ha provato a soccorrere lo straniero, tra l’altro privo di documenti e non a conoscenza della lingua italiana. L’agente ha tentativo di aprire un dialogo con il trentenne, apparentemente rassicurato dall’esibizione del tesserino della Polizia. Ma è stata solo una breve parentesi. L’uomo, con un’inaspettata agilità, colto da un raptus di follia, si è alzato in piedi e si è lanciato contro le auto in transito. Il poliziotto non ha esitato un secondo ad inseguire l’extracomunitario, fino a finire con lui nel bel mezzo della carreggiata. Se l’agente non fosse riuscito, con lucidità e prontezza, ad afferrarlo, le conseguenze sarebbero state ben peggiori, essendo finiti entrambi a pochi centimetri da un veicolo che, in quel momento, stava attraversando il ponte. L’uomo è stato infine consegnato al personale del 118. L’agente, nel frattempo rientrato in caserma, ha dichiarato di aver fatto il proprio dovere, ma le pratiche per il giusto riconoscimento della sua azione, ispirata da un forte senso del dovere e spirito di servizio, già sono state avviate. Figlio di un ispettore della polizia in servizio presso il Commissariato di Polizia, Giuliano Zarrillo, e di un sostituto commissario in congedo, Antonio Feola, l’agente ha dimostrato con i fatti che, come sempre, “buon sangue non mente”.

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