Di Asia Giangrande.
Il processo evolutivo del concetto di genialità – Una breve riflessione sui medium e sul pensiero circolareIl concetto di genialità, nel tempo, ha subito un cambiamento radicale. Tale concetto si è visto associato a diverse figure, partendo dall’uomo rinascimentale visto come uomo universale, passando per il genio romantico ispirato dal divino fino all’incarnazione di uno spirito nazionale. Tutte queste associazioni sono effettivamente accomunate dal tentativo di attingere ad un’oggettività che sveli il vero, capace di superare la soggettività che vede l’uomo ancorato ad una condizione limitata che lo circoscrive nell’ambito del già noto. La qui presente riflessione non si pone l’obiettivo di svelare il significato intimo di genialità né tantomeno di qualificarla, ma di cercare di porre un accento su come questo concetto sia cambiato nell’epoca contemporanea. Con uno sguardo superficiale si potrebbe pensare che quantitativamente il numero di geni appartenenti ad epoche passate sia superiore a quello del presente, eppure c’è da tener in considerazione diversi aspetti; le condizioni economiche, la democratizzazione, il ruolo dell’accademia, la frammentazione, la legittimazione del sapere, il pensiero e l’attività circolare. Il numero di geni appartenenti all’epoca contemporanea non è inferiore al passato, ciò che è diverso è la concezione del genio, la sua attività di produzione e i medium attraverso questi si esprimono e di conseguenza, vengono riconosciuti o ignorati. Un tempo, l’Accademia ricopriva un ruolo centrale nell’autorità del sapere, un luogo esclusivo in cui il riconoscimento di diverse velleità era, almeno idealmente, valorizzato. Ad oggi, ciò che prima era garante di riconoscenza, dunque l’Accademia, si vede in una situazione di estrema frammentazione. La giusta democratizzazione di quest’ultima ha portato ad una maggiore accessibilità alla cultura, rappresentando quindi un’apertura più che positiva. Con ciò non intendo dire che tutti dispongano delle medesime possibilità, ignorare le diverse difficoltà sociali sarebbe più che presuntuoso. Eppure bisogna tener in considerazione il contraltare di tale democratizzazione e di come l’accesso al panorama del sapere abbia portato alla sua dispersione e svalutazione, ciò non a causa della possibilità che si è data di accedere al sapere, ma di come le Istituzione siano cambiate nel tempo seguendo sempre di più il modello economico propinato e universalmente stabilito. Rimanendo coerenti con le specificità di un modello capitalista che contamina ogni tipo di ambiente, ad oggi ciò che viene particolarmente valutato è la produzione di idee, quanto e come produci e i tempi in cui lo fai. In un tempo in cui l’aspettativa di vita è più estesa rispetto a quella del passato, sistematicamente ci si aspetta che coloro che sono dotati di grandi capacità, si adattino alle aspettative più rigide. Il tempo subisce una disistima e di conseguenza ciò che si produce viene privato sempre più di valore, proprio perché ad oggi il riconoscimento non viene da un’autorità specifica nel campo, ma da molteplici. Colui che produce è sottoposto al continuo giudizio mediatico e intermediatico, eppure per riuscire ad esser visto si vede costretto a fare utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione, che per l’appunto rappresentano il più grande cambiamento connesso al concetto di genialità, i medium sono radicalmente cambiati e la dignità che viene data ad un lavoro è determinata da fattori completamente diversi. Il riconoscimento è complesso e al contempo facile, ma quanto è destinato a durare nel tempo?





